La XII edizione della regata offshore Cinque Fari della Società Canottieri Palermo si decide sul filo della tattica: 140 miglia tra Palermo, Ustica, Scoglio Porcelli e San Vito Lo Capo in condizioni difficili. Il maxi di Marco Bono primo ad arrivare al traguardo, De Luca vince in tempo compensato
Il mare, questa volta, non ha premiato soltanto chi andava più veloce. Ha premiato chi ha saputo leggerlo meglio.
È Melagodo di Luca De Luca il vincitore della XII Regata dei Cinque Fari, la prestigiosa prova offshore organizzata dalla Società Canottieri Palermo, una sfida di 140 miglia tra Palermo, Ustica, Scoglio Porcelli, San Vito Lo Capo e Capo Gallo che ha messo alla prova uomini e imbarcazioni in una delle edizioni più tecniche degli ultimi anni.
Una regata vissuta metro dopo metro, nella quale il vento ha cambiato continuamente le regole del gioco. Lunghi buchi d’aria, improvvise ripartenze e variazioni di intensità hanno costretto gli equipaggi a rivedere strategie e scelte tattiche, trasformando la navigazione in una vera partita a scacchi.
Il record della manifestazione è rimasto imbattuto, ma la sfida non ha perso intensità. A fare la differenza sono state esperienza, pazienza e capacità di interpretare ogni fase della regata.
A tagliare per primo il traguardo è stato Anemos II, il maxi yacht dell’armatore Marco Bono, protagonista di una prova di grande autorità. A bordo anche due grandi protagonisti della vela italiana, Mauro Pelaschier e Tommaso Chieffi, che hanno guidato l’imbarcazione al successo in tempo reale. Una lunga fase di assenza di vento nei pressi di Capo San Vito ha però impedito al maxi di migliorare il record della regata.
La vittoria assoluta, quella assegnata dal tempo compensato, è andata invece a Melagodo, il First 34.7 di Luca De Luca, che ha preceduto in classifica Sagola Spartivento di Peppe Fornich e Lunatika di Guido Baroni.
Un successo che arriva dopo il titolo italiano Double Handed conquistato proprio a Palermo la settimana precedente e che conferma il momento straordinario del team.
Nel Gruppo 1 la vittoria è andata a Sagola Spartivento, davanti a Extra 1 di Giuseppe Barranco e Querida di Ester Puzzanghero. Nel Gruppo 2 successo per Gold Digger di Mario Marino, seguita da Lula di Vincenzo Adragna e Gioa di Alfredo Sciabarrà.
Nella categoria Double Handed Melagodo ha conquistato il primo posto davanti a Lunatika di Guido Baroni e Su Cantu e Su Entu di Salvatore Nurra.
Ad Anemos II è stato assegnato il primo Trofeo Emmanuele Emanuele, istituito dalla Società Canottieri Palermo per ricordare il professore recentemente scomparso, presidente onorario del circolo e figura centrale nella storia della città.
«Questa regata ha dimostrato ancora una volta come il mare sappia mettere tutti sullo stesso piano. Non ha vinto chi aveva semplicemente la barca più veloce, ma chi è riuscito a interpretare condizioni difficilissime senza mai arrendersi», ha dichiarato Pasquale Giardina, presidente della Società Canottieri Palermo.
Il Trofeo rappresenta un ulteriore legame tra la Canottieri Palermo e l’eredità del professor Emanuele, ricordato anche attraverso il rapporto con la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, oggi guidata dalla prof.ssa Alessandra Taccone, subentrata alla presidenza dopo la sua scomparsa. Una collaborazione che negli anni si è sviluppata attraverso progetti dedicati all’inclusione, allo sport-terapia e alla vela e al canottaggio come strumenti sociali.
Alla cerimonia erano presenti anche il consigliere nazionale della Federazione Italiana Vela Maurizio Buscemi e il presidente della VII Zona FIV Sicilia Giuseppe Tisci, che hanno evidenziato le prospettive di crescita della manifestazione. La Cinque Fari guarda già al futuro, con l’obiettivo di ampliare la partecipazione degli equipaggi provenienti da tutta Italia, anche in vista del centenario della Società Canottieri Palermo nel 2027 e attraverso nuove opportunità come il rating FIV Light.
La XII Regata dei Cinque Fari chiude così un’edizione che conferma il suo posto tra le prove offshore più affascinanti del Mediterraneo. Una regata dove il risultato nasce dalla velocità, ma soprattutto dalla capacità di capire il mare, aspettarlo e colpirlo nel momento giusto.
Foto: Attilio Taranto e Alberto Lupo – Photoediting



